| |
07 nov 2009 'POLVERE DI BAGHDAD' NONSOLOCINEMA.COM

POLVERE DI BAGDAD AL PICCOLO ARSENALE A VENEZIA
di Farida Monduzzi
Pubblicato venerdì 6 novembre 2009
Il poeta libanese Adonis in collaborazione con Massimo Nava è l’autore di “ Polvere di Bagdad” lo spettacolo con il quale si chiude il ciclo di Mediterraneo, rassegna iniziata due anni fa per esplorare le diverse idee, poetiche, anime dei popoli che si affacciano sul Mediterraneo.
Passato e presente si confondono in quest’opera presentata al Piccolo Arsenale di Venezia il 4 novembre come serata per la stampa. Diretta con passione da Maurizio Scaparro animatore dell’iniziativa, è interpretata con altrettanta partecipazione da Massimo Ranieri già applaudito ospite di altre piéces della rassegna e dalla prima ballerina dell’Opéra di Parigi Eleonora Abbagnato. La favola della bella Sherazade che salva la vita e trova l’amore grazie alla sua arguzia e abilità nel narrare storie avvincenti, fa da base alla vicenda di Polvere di Bagdad. Dalle Mille e una notte Adonis ha tratto alcuni racconti rielaborati poeticamente, mentre Massimo Nava si è assunto il compito di narrare la Bagdad di oggi stravolta dalla guerra.
Avvalendosi delle musiche create ad hoc da Mauro Pagani , dei suoni del sitar e dello oud evocati da uno straordinario giocoliere di questi strumenti, di danze, canti, Scaparro ha dato vita ad uno spettacolo animato, coinvolgente, emozionante. Niente è lasciato al caso ma tutto è funzionale al racconto, a cominciare dai costumi metafora colorata di una ricerca di armonizzazione fra passato ( sgargianti costumi orientali) e presente (abiti occidentali) , efficaci nel rappresentare il racconto non come rimpianto sterile di un mondo antico, ormai perduto violato da una guerra assurda e da attentati feroci, ma desiderio di preservarne la memoria come fonte di speranza per costruirvi un futuro.
Ranieri è un cantastorie dolente e potente ad un tempo, capace di restituire il senso di sgomento davanti ad un paese, il suo, in cui non riesce più a riconoscersi .Abbagnato è grande: si segue affascinati il volteggio vorticoso del suo corpo , giunco flessibile di ineguagliabile grazia che aggiunge un tocco di bellezza allo spettacolo applauditissimo
|