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15 mar 2009 L'UNITA': 'PULCINELLA SI SALVA NELLA BANLIEUE'

Pulcinella si salva nella banlieue
Nel film di Scaparro eccelle il talento di Massimo Ranieri
Ai lavoratori Fiat di Pomigliano d'Arco parte degli incassi
Due belle notizie, per la serie «c'erauna volta». La prima: l'incasso delle prime proiezioni di L'ultimo Pulcinella a Roma e Napoli sarà devoluto ai lavoratori in lotta
della Fiat di Pomigliano d'Arco. La seconda: nel film si sente l'Internazionale.
La esegue un violinista un po' strano, che si presenta come «un vecchio socialista» nel fatiscente teatro parigino dove si sta allestendo uno spettacolo multietnico su Pulcinella. Li guida un napoletano dall'impegnativo nome di Michelangelo,
arrivato a Parigi sulle tracce del figlio Francesco: il ragazzo è fuggito da Napoli per paura - ha assistito a un omicidio - e si è rifugiato in una periferia parigina non molto diversa dagli inferni di Gomorra. Del resto Michelangelo, a Napoli, che ci stava a fare? Non c'è più futuro nè presente, laggiù, per chi si ostina a indossare
la maschera di Pulcinella e a tener viva la memoria della «napoletanità» che fu. Ormai a Napoli - rubiamo il concetto a Massimo Ranieri, che sarà felice del furto - trionfa il «napoletanismo», un impasto di folklore, e violenza che ha ucciso
la cultura di Eduardo, di Peppino, di Totò, di Viviani e di tanti altri grandi come loro... IL «NAPOLETANISMO»
L'ultimo Pulcinella si apre in un teatro di Napoli che rifiuta Pulcinella (Michelangelo sostiene un «provino» e gli dicono che quella è roba vecchia,che non si vende) e si chiude in un altro teatro, stavolta di Parigi, che potrebbe riaprire ma che si trova a fare i conti con la dura realtà delle banlieue, tra la violenza dei casseurs e l'arroganza della polizia. Il film è la messinscena di un'utopia - la cultura come riscatto sociale, come estremo gesto rivoluzionario: forse l'unico rimasto - che si scontra con due città , Napoli e Parigi, gemelle nella creatività , nella multi etnicità ma anche nella disperazione. Maurizio Scaparro ha tratto L'ultimo Pulcinella da un fortunatissimo spettacolo teatrale che si ispira, a sua volta, a un vecchio soggetto cinematografico del grande Roberto Rossellini. Il film zoppica un poco nella parte centrale(soprattutto nella descrizione del milieu universitario parigino, e nel personaggio
un po' oleografico della vecchia attrice pazza interpretata da Adriana Asti) ma si innalza nel finale, nella preparazione dello spettacolo con i ragazzi multicolori della
banlieue. Dove impazzano le musiche di Mauro Pagani e trionfa il talento di Massimo Ranieri, uno dei più straordinari show-man che cinema, teatro e canzone italiani abbiano mai avuto. AL. C.
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