12 ott 2008
UNA CENERENTOLA-MUSICAL NEL SEGNO DI RANIERI








il Centro 12 ottobre 2008
Opera lirica come progenitrice del musical e soprattutto opera lirica come teatro in musica, quindi rappresentazione da vedere oltre che da sentire.
Esattamente nel solco di quanto annunciato nell'intervista al Centro , Massimo Ranieri ha proposto venerdì a Teramo la «sua» Cenerentola. «Pretendo dai cantanti quello che i miei maestri hanno preteso da me sapendo che sono un cantante. Pretendo dai cantanti che fondamentalmente esprimano le loro capacità recitative, tanto che cantano bene lo so già. Parecchi di loro non sanno che sono anche attori, io ho tirato fuori queste loro capacità», aveva detto l'artista napoletano. E la rappresentazione di venerdì, al Comunale di Teramo, è stata completamente sotto il segno del regista. Spazio, dunque, alla recitazione, ai colori dei costumi, delle scene: un modo per svecchiare l'opera e per avvicinarla il più possibile - fermo restando il rispetto per la parte musicale - agli spettacoli di oggi (dalla tv al cinema fino al musical, appunto). L'opera di Gioacchino Rossini (su libretto di Jacopo Ferretti) ha ricevuto una calorosa accoglienza dal pubblico che ha riempito il teatro teramano. Presentata per la stagione Fondazioni all'Opera, con la direzione artistica di Francesco Sanvitale, la «Cenerentola» sarà replicata oggi alle 21 ancora a Teramo. Il lavoro rossiniano ha poco della favola (non sono presenti gli elementi «magici» come la zucca trasformata in carrozza o la scarpetta di cristallo) ma molto della contrapposizione odio-amore, vendetta-perdono, vanità -modestia. Tra gli interpreti hanno spiccato soprattutto i bassi, il bravissimo Luciano Di Pasquale, un incisivo don Magnifico, buffo quanto basta; e l'altrettanto convincente Giulio Mastrototaro, Dandini. Un po' leggere le altre voci a cominciare dal tenore Alessandro Luciano, don Ramiro principe di Salerno, ma con una giustificazione da sottolineare: l'acustica del Comunale è molto lontana dalla perfezione e forse l'orchestra, diretta dal teramano Massimiliano Caporale, così scoperta, andava tenuta un po' più «bassa». Il secondo atto, però, ha permesso agli interpreti di mettersi meglio in luce. In particolare Angelina (Cenerentola) interpretata da una intrigante Lucia Cirillo che si è distinta nel finale «Nacqui all'affanno e al pianto». Gli altri cantanti erano Novella Bassano, Clorinda; Alba Riccioni, Tisbe; Gianpiero Ruggeri, Alidoro. Collaudatissimo il coro diretto con la consueta bravura d Paolo Speca. Azzeccata l'idea di Marco Calzavara di utilizzare la carrozza come scenografia girevole e centro di gravità sul palco con un gioco di rimandi continuo alle varie letture di Cenerentola. Belli i costumi, di Giovanni Ciacci, moderni ma niente affatto distraenti rispetto alla storia, e perfetto il lavoro del light designer Maurizio Fabretti. La stagione, proseguirà poi, sempre con inizio alle 21, giovedì 16 al Comunale di Atri per riprendere mercoledì 3 dicembre al Massimo di Pescara; sabato 6 e domenica 7 dicembre al teatro dell'Aquila di Fermo; giovedì 11 dicembre al Marrucino di Chieti. Conclusione, alle 17,30, domenica 14 dicembre al Comunale di Ortona. - Paolo Di Vincenzo
 

 
 
 
 
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